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Ottimo riscontro per la serata realizzata martedì scorso all’Asilo Ricci, a cura dell’Associazione provinciale cuochi Antonio Nebbia, dedicata al confronto tra le arti.
Già nelle premesse molti erano gli ingredienti per offrire un evento del tutto inedito: il Team cuochi Marche ha interpretato alcune tele della Scuola Romana che ha presentato magistralmente piatti della cucina popolare, creando stupore nei commensali per aderenza di forme e colori già dall’ antipasto riferito al quadro “ I beccaccini” di Scipione in cui gli ingredienti quaglia, fagiano e beccaccia che la composizione, ricordavano la tela.
Per ricordare le atmosfere delle osterie romane non poteva mancare la trippa alla romana che è stata servita a seguire in una pagnottina calda.
In una città come Roma, fulcro della religione cattolica non poteva mancare un riferimento al “Cardinale “ tela di Scipione del 1930 che ha ispirato il primo piatto, “Maccheroni farciti e gratinati con coda alla vaccinara e pecorino romano” composto da un architettura di rigatoni a forma di colosseo, farciti dalla tipica coda alla vaccinara, e conditi con sugo rosso e pecorino romano; il tutto sormontato da una “cupola” in pasta di pane che si rifaceva alle linee dipinte nel quadro. Inoltre non poteva mancare un arrosto dell’ agro-pontino ispirato al dipinto denominato “Contemplazione” per il quale ancora una volta sono stati rispettati colori e temi proposti, infine con il dolce gli chef pasticceri si sono superati realizzando una scultura di cioccolato riccamente dipinta con tutti ingredienti commestibili che si appoggiavano sulla torta bianca di cioccolato e fragole.
La degustazione è stata valorizzata dall’ abbinamento a cura dell’Associazione Italiana Sommelier della cantina Bellisario: verdicchio vigneti del cerro, rosso san leopardo, “melitetes”, speciale bevanda a base di vino e miele.
La narrazione esclusiva del professor Roberto Cresti, docente di storia dell’arte contemporanea, presso l’Università di Macerata attraverso immagini pittoriche, musiche e poesie d’epoca, ha ruotato intorno alle tematiche dei primi del ‘900 e in particolare ai due pittori Scipione e Mafai entrambi e per motivi diversi, legati a Macerata.
Puntuali all’appuntamento, le persone che hanno partecipato, si sono trovate dentro un’atmosfera inimmaginabile: l’Asilo Ricci, luogo pregno di storia, trasformato in un contenitore culturale , si apriva con l’esposizione e banco di lavoro delle opere uniche di Adriano Crocenzi, con le scenografie elaborate dal professor Enrico Pulsoni dell’ Accademia di Belle Arti cittadina, insieme ai suoi allievi e collaboratori, con la riproduzione dello studio di Mafai e una riproduzione enorme del suo “ Foro Romano” del 1930, oltre alla riproposizione del soggetto “ Gli uomini che si guardano” di Scipione.
Le lunghe tavolate definivano fin da subito il carattere conviviale della serata, durante la quale si sono succedute stimolazioni dense di significato: la narrazione introduceva piatti molto curati nell’estetica e nel gusto, frutto di un approfondita ricerca e rielaborazione da parte dei cuochi professionisti, che sono riusciti, attraverso una dimostrazione pratica, a riproporre la perfezione assoluta e puntigliosa in tutte le sfaccettature, in cui nulla è dovuto al caso e ogni elemento è studiato nei minimi dettagli ai fini dell’opera che si esegue, cosi come il servizio, svolto con grande dedizione dagli allievi dell’ istituto IPSSART di Cingoli, ed i piatti abbinati ai vini Belisario.
Di particolare suggestione è stato l’ascolto in contemporanea alla degustazione di musiche d’epoca originali (“Nannì-Nannì”, “Casa mia”, “Il re di cuori” ecc..) che descrivevano nei dettagli un tempo definitivamente trascorso e forse misconosciuto.
Dopo aver indagato la storia personale di Scipione attraverso le sue opere, la serata si è conclusa guardando il famoso dipinto sulle demolizioni e gli sventramenti di Roma realizzato da Mafai, quasi a rappresentare la lacerazione dell’ uomo moderno, avvenuta con il decadimento degli schieramenti ideologici del ‘900, che il nuovo secolo ha sempre disperso in moltissimi punti di riferimento molto evanescenti, fenomeno parallelamente seguito dalla nascita di nuove strumentazioni, stili di vita, e abitudini sempre più complesse e difficilmente catalogabili attraverso metodi affidabili.
La stessa immagine si è materializzata dalla proiezione alla sala in forma monumentale, a decoro di una golosissima torta, considerata da tutti i presenti, prova tangibile dell’unione tra il bello e il buono, l’elemento visivo e gustoso per avvicinarsi alla pratica dell’arte contemporanea.
Scoprendo che le buone idee si danno solo a ciò che è anche bello, perché l’intima struttura è la più profonda essenza di tutte le cose che risuonano armonicamente con il mondo terreno assieme a quello delle idee.
Il gran finale ha permesso inoltre di incontrare i cuochi o meglio i veri artisti protagonisti della serata che in virtù di una passione sempre più raffinata, soddisfatti e onorati di mostrarsi al loro pubblico, anche dopo una serata di duro lavoro, hanno reso possibile, attraverso una grande scommessa, questa contaminazione: Cantolacqua Roberto (pasticceria“ La mimosa” di Tolentino), Marcozzi Claudio (pasticceria “ Il picchio” di Loreto), Paolo Paciaroni (ristorante “Eremo” di Caldarola), Luca Facchini (docente presso la scuola alberghiera di Cingoli) , Iginia Carducci (ristorante “Osteria dei fiori” di Macerata), Alberto Grilli (ristorante “ La fabbrica del gusto” Montecosaro scalo), Dino Casoni ( hotel “ Carnevali” di Muccia), Battaglini Mirco (ristorante “Moulin rouge” di Pollenza), Robert Ortolani e Danilo Mosconi ( ristorante “Villa Cortese” Treia).
I cuochi, protagonisti della cultura gastronomica del territorio, sono stati omaggiati con un calice in vetro decorato con metallo e pietre preziose da parte della vicesindaco Irene Manzi, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, che fin da subito ha garantito il patrocinio all’evento.
L’organizzazione grata del sostegno garantito dalla CCIAA di Macerata, si ripromette di ripetere l’invito alla “ Tavola dell’arte” nella prossima stagione.
Luca Fattori